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A chiunque un giorno potrebbe capitare di essere un sopravvissuto. Io lo sono. Sono un sopravvissuto dello Tsunami. Tutto successe in un giorno bellissimo e in un paradiso chiamato Phi Phi Island. Immagina di essere investito improvvisamente da una serie d'onde potenti e distruttive che ti portano via tutto: le persone che ami, gli amici con i quali giochi, il luogo dove lavori e perfino le foto della tua vita. Sei 'spogliato' da tutto, compreso quello che hai costruito passo dopo passo. La mia esperienza è qui. Non solo, ho raccolto una serie di testimonianze importanti che ti mostrano, nella sua totalità, quanto drammatico sia stato l'evento. Non possiamo dimenticare quei momenti. Abbiamo visto tutto quello che sta dentro una catastrofe. Alcuni di noi hanno una ferita nel cuore che non può mai guarire. Questo racconto non è solo una storia tragica. La mia vita, fino al quel giorno, era bella. Quasi, perfetta. Ho incluso anche tutte le cose belle vissute, perché la vita, nonostante tutto, deve continuare nella speranza che qualcosa di bello accada di nuovo. Luciano Butti Il volume di Luciano Butti Tsunami è la testimonianza di questo nostro concittadino che da diversi anni risiedeva e lavorava in Tailandia, Phi Phi Island, dove aveva avviato un’attività di ristoratore. A seguito delle vicende del 26 Dicembre 2004 egli ha perso ogni suo bene, ha visto morire alcuni dei suoi collaboratori insieme a tantissimi cittadini Tailandesi e stranieri che trascorrevano le vacanze su quella bellissima isola. Nel testo narra meticolosamente quanto è accaduto quella tragica mattina, come è riuscito a salvarsi, i giorni successivi al maremoto trascorsi in cima ad una collina. Il volume è arricchito anche dalle testimonianze terribili di altri sopravvissuti, alcuni dei quali hanno perso i loro cari. Da questa esperienza è maturata la decisione di non abbandonare la Tailandia. Questo libro è frutto di tale scelta perché, con i soldi ricavati dalla sua vendita e da altre iniziative ancora in corso, l’autore intende avviare progetti di sostegno e di rinascita dell’economia in quella parte della Tailandia. Luciano Butti ha chiesto aiuto alla Fondazione Antonino Caponnetto, alla Diple Edizioni che fa parte della Fondazione e ne edita le opere, ad altre associazioni sia per la raccolta di fondi, sia perché questi enti facciano da garanti nel corretto impiego del denaro raccolto. Questo libro è per non dimenticare cosa sia solidarietà, aiuto concreto a chi ha perso tutto. Per troppe volte abbiamo visto dare cattivi esempi e non essere in sintonia con quella gente che hanno inviato milioni di sms. Con quella gente che si è recata sui luoghi del disastro per dare aiuto senza chiedere nulla in cambio. Questo volume è un libro di speranza che parta dall’Italia uniti, enti pubblici e cittadini affinché si rompa la catena della solitudine, a non dimenticare. A non dimenticare i racconti atroci e le immagini che Luciano nel libro fa arrivare agli animi della gente. Ma questo libro parla anche di speranza: le violenze naturali o di guerra non ci devono abituare a far morire la speranza nella vita. Sono questi gli esempi che le istituzioni e il popolo civile devono dare. Non certamente vedere ancora una volta container di merce abbandonata che si da il buono esempio di organizzazione ed efficienza. [ORDINA]
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